La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 7 agosto 2026 fornisce importanti chiarimenti sulla disciplina fiscale applicabile al settore sportivo dilettantistico dopo la riforma introdotta dal D.Lgs. 36/2021.
Tra i diversi temi affrontati, particolare attenzione merita il rapporto tra i requisiti previsti dalla riforma dello sport e quelli richiesti dall’articolo 148 del TUIR per beneficiare della decommercializzazione dei corrispettivi specifici.
Il chiarimento interessa soprattutto le società sportive dilettantistiche (SSD) e rende ancora più importante una corretta verifica delle clausole contenute negli statuti.
Sommario
- Cosa chiarisce la Circolare 7/E 2026
- SSD e decommercializzazione dei corrispettivi
- Le clausole statutarie da rispettare
- Il problema della trasferibilità delle quote
- Cosa devono verificare le SSD
Cosa chiarisce la Circolare 7/E 2026
La Circolare 7/E affronta diversi aspetti fiscali collegati alla riforma dello sport, tra cui il lavoro sportivo, i rimborsi ai volontari, le clausole statutarie, i proventi agevolati e le raccolte fondi.
Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda le condizioni che ASD e SSD devono rispettare per usufruire delle agevolazioni previste dall’articolo 148, comma 3, del TUIR.
L’Agenzia delle Entrate chiarisce un principio importante: essere in regola con il D.Lgs. 36/2021 e con i requisiti necessari per l’iscrizione al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD) non significa automaticamente poter accedere a tutte le agevolazioni fiscali.
SSD e decommercializzazione dei corrispettivi
Il D.Lgs. 36/2021 consente alle società sportive dilettantistiche, entro determinati limiti e condizioni, alcune possibilità relative alla destinazione degli utili e al rimborso del capitale sociale.
Una SSD può quindi prevedere nel proprio statuto determinate clausole consentite dalla riforma dello sport e continuare a possedere i requisiti per essere riconosciuta come società sportiva dilettantistica.
La situazione cambia, però, se la società intende beneficiare della decommercializzazione dei corrispettivi specifici prevista dall’articolo 148 TUIR.
In questo caso devono essere rispettati anche gli ulteriori requisiti previsti dalla normativa fiscale.
Le clausole statutarie da rispettare
Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate, gli enti sportivi dilettantistici che vogliono beneficiare dell’articolo 148, comma 3, del TUIR devono integrare i requisiti previsti dal D.Lgs. 36/2021 con quelli indicati dal comma 8 dell’articolo 148.
Tra le condizioni più importanti rientrano:
- il divieto di distribuire, anche indirettamente, utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale, salvo i casi previsti dalla legge;
- il rispetto delle disposizioni sulla destinazione del patrimonio in caso di scioglimento;
- l’intrasmissibilità e la non rivalutabilità della quota, nei termini previsti dalla normativa fiscale.
Si crea quindi una distinzione tra requisiti sportivi e requisiti fiscali: una SSD può essere regolarmente iscritta al RASD, ma non avere le condizioni necessarie per applicare la decommercializzazione.
Il problema della trasferibilità delle quote
Un aspetto particolarmente delicato riguarda la trasferibilità delle quote delle società sportive dilettantistiche.
L’articolo 148, comma 8, del TUIR prevede infatti, tra le condizioni per beneficiare dell’agevolazione fiscale, l’intrasmissibilità della quota o del contributo associativo, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte, oltre alla non rivalutabilità della stessa.
Di conseguenza, una SSD che intenda beneficiare della decommercializzazione deve prestare particolare attenzione alle clausole statutarie che regolano il trasferimento delle partecipazioni.
La semplice compatibilità dello statuto con il D.Lgs. 36/2021 non è quindi sufficiente: occorre verificare anche la sua conformità alle condizioni richieste dall’articolo 148 TUIR.
Cosa devono verificare le SSD
La Circolare 7/E rende opportuna una verifica degli statuti delle società sportive dilettantistiche, soprattutto quando queste applicano la decommercializzazione dei corrispettivi specifici.
Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata alle clausole riguardanti:
- distribuzione e destinazione degli utili;
- rimborso del capitale ai soci;
- trasferibilità delle quote;
- devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento.
Il punto centrale del chiarimento dell’Agenzia delle Entrate è quindi semplice: essere una SSD regolarmente iscritta al RASD non garantisce automaticamente il diritto alla decommercializzazione prevista dall’articolo 148 TUIR.
Le società sportive interessate alle agevolazioni fiscali devono pertanto verificare che il proprio statuto rispetti sia la normativa sportiva sia gli specifici requisiti previsti dalla disciplina tributaria.














