Sommario
- Introduzione alla novità normativa
- Cosa prevede il Decreto Legge 38/2026
- Come funziona l’esenzione sui premi sportivi
- Limite dei 300 euro: cosa significa davvero
- Autocertificazione dell’atleta: obblighi e responsabilità
- Trattamento fiscale dei premi
- Validità della norma e iter di conversione
- Conclusioni
Introduzione alla novità normativa
Dal 28 marzo 2026 torna una misura particolarmente rilevante per il mondo dello sport dilettantistico: l’esenzione fiscale sui premi sportivi fino a 300 euro.
La novità rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al recente passato e introduce un regime più favorevole sia per le associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD e SSD), sia per gli atleti che partecipano a competizioni sportive non professionistiche.
Si tratta tuttavia di una misura temporanea, destinata a rimanere in vigore fino al 31 dicembre 2026, salvo eventuali modifiche in sede di conversione del decreto.
Cosa prevede il Decreto Legge 38/2026
La disciplina è contenuta nell’articolo 9 del Decreto Legge n. 38 del 27 marzo 2026, approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
La norma stabilisce che, per i premi erogati agli atleti nell’ambito di manifestazioni sportive dilettantistiche, non si applica la ritenuta alla fonte del 20 per cento prevista dalla normativa fiscale, a condizione che l’importo complessivo non superi i 300 euro nel periodo considerato.
Nel dettaglio, l’esenzione si applica alle somme corrisposte a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, ossia dal 28 marzo 2026, fino al 31 dicembre dello stesso anno.
Come funziona l’esenzione sui premi sportivi
La misura prevede un’esenzione totale dalla tassazione per i premi sportivi entro una determinata soglia economica.
In concreto, tutti i premi di importo pari o inferiore a 300 euro non sono soggetti alla ritenuta del 20 per cento, con conseguente vantaggio sia per il soggetto erogante sia per il percettore.
Si tratta quindi di una semplificazione significativa, che riduce gli adempimenti fiscali e rende più immediata la gestione dei compensi legati all’attività sportiva dilettantistica.
Limite dei 300 euro: cosa significa davvero
Uno degli aspetti più importanti da chiarire riguarda il funzionamento della soglia dei 300 euro.
Il limite non deve essere interpretato come una franchigia. Questo significa che, nel momento in cui l’importo complessivo dei premi erogati supera tale soglia, l’intera somma diventa soggetta a tassazione.
Non è quindi prevista una tassazione solo sulla parte eccedente, ma l’applicazione della ritenuta del 20 per cento sull’intero importo.
Un altro elemento rilevante riguarda la natura del limite: esso non è riferito al totale dei premi percepiti da un atleta nell’arco dell’anno, ma si applica separatamente per ciascun soggetto erogante.
Di conseguenza, uno stesso atleta può ricevere più premi inferiori a 300 euro da diverse ASD o SSD, beneficiando più volte dell’esenzione, purché ciascun ente non superi la soglia nei confronti dello stesso beneficiario.
Autocertificazione dell’atleta: obblighi e responsabilità
Per poter applicare correttamente l’esenzione, è necessario che l’atleta rilasci una specifica autocertificazione.
Con tale dichiarazione, il beneficiario attesta di non aver superato, nel periodo d’imposta, il limite di 300 euro percepiti dalla stessa ASD o SSD.
Questo passaggio è fondamentale: in assenza dell’autocertificazione, il soggetto erogante è obbligato ad applicare la ritenuta del 20 per cento sull’intero importo del premio, anche se inferiore alla soglia.
La responsabilità della veridicità delle informazioni fornite ricade sul dichiarante, mentre l’ente erogante deve limitarsi a verificare la presenza della documentazione.
Trattamento fiscale dei premi
Il trattamento fiscale dei premi varia in funzione dell’importo erogato.
Nel caso di premi pari o inferiori a 300 euro, e in presenza dell’autocertificazione, non si applica alcuna ritenuta e il compenso non deve essere dichiarato dal percettore.
Se invece il premio supera la soglia, la ritenuta del 20 per cento si applica sull’intero importo e assume carattere di imposta definitiva. Anche in questo caso, quindi, il reddito non deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi del beneficiario.
Questo regime garantisce una gestione semplificata dal punto di vista fiscale, evitando ulteriori adempimenti per gli atleti.
Validità della norma e iter di conversione
È importante sottolineare che la misura è stata introdotta tramite decreto-legge. Come tale, dovrà essere convertita in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua pubblicazione.
Nel periodo intercorrente tra l’entrata in vigore e l’eventuale conversione, le disposizioni sono pienamente efficaci. Ciò significa che l’esenzione si applica già ai premi erogati a partire dal 28 marzo 2026.
Nel caso in cui il decreto non venga convertito o venga modificato, restano comunque validi gli effetti giuridici prodotti nel periodo di vigenza della norma.
Se invece l’articolo 9 verrà confermato senza modifiche, l’esenzione resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026.
Conclusioni
Il ritorno dell’esenzione fino a 300 euro per i premi sportivi rappresenta una misura significativa per il mondo dello sport dilettantistico.
La norma introduce un regime fiscale più favorevole e semplificato, che consente alle ASD e alle SSD di gestire con maggiore facilità l’erogazione dei premi e agli atleti di beneficiare di compensi netti più elevati.
Resta fondamentale, tuttavia, prestare attenzione alle condizioni previste, in particolare alla corretta gestione della soglia e all’obbligo di autocertificazione.
Infine, sarà necessario monitorare l’iter di conversione del decreto per verificare eventuali modifiche o conferme della disciplina attualmente in vigore.













